ArtistX 0.5: con un piccolo zampino da parte mia

29 06 2008

Sono sempre stato molto contento di fare il blogger per passione. Ho sempre sostenuto che le soddisfazioni più grandi si ottengono dalla volontà di gratifica degli utenti, e non dai banner pubblicitari. Immaginate ora la mia reazione quando mi è arrivata una email del genere:

ArtistX 0.5 e’ uscita, solo perche’ mi sono piaciuti i tuoi articoli… :-)

Ciao,

Marco Ghirlanda

Se non la immaginate, vi posso dire che mi ha fatto un grandissimo piacere. Nel mio piccolo, molto molto piccolo, ho contribuito a tenere viva una distribuzione fantastica. Che bello!

E quindi eccola: ArtistX 0.5!

Il cilindro è quasi più elegante del cubo…

L’ultima volta che ne avevo parlato, si trattava della versione 0.3 ed era basata su Gnome. Ora è basata su Kde, ma alla fine non cambia molto (sono due DE ottimi); quella che cambia è la dotazione software. Già prima aveva all’incirca due migliaia di software grafici, artistici, eccetera di tutti i generi. Ora il numero si attesta sui 2500 circa!

Inoltre sono tutti molto aggiornati, e l’unico inconveniente che può capitare ad un utente è che… c’è troppa roba.

Non perdete questa occasione, provatela. È veramente eccezionale, qualsiasi artista più o meno esperto troverà pane per i suoi denti, e tutto ciò di cui possa sentire la necessità.

Chiudo facendo i complimenti a Marco, che da anni porta avanti questo progetto. Ancora una volta, un’ottimo lavoro!





Copertine cd con la Hp Photosmart C5280 All-in-one su Linux - Guida e template aggiornati, ora anche mini cd

21 06 2008

Quando scrissi la prima guida, ero molto soddisfatto del risultato. Avevo creato un buon template e la stampa era centrata sul cd. Poi però mi era capitato anche di non riuscire più a stampare.

Ho pensato che fosse un problema di driver, oppure che sbagliavo le impostazioni. Strano però, non funzionava. Non ci ho badato più di tanto, considerando anche il fatto che era comunque una funzionalità che mi serviva poco.

Poi però, un mio lettore, Gaetano, ha lasciato un commento in cui mi diceva che non gli funzionava il template. A lui sono sorti altri problemi (non centratura), io però per scrupolo ho riprovato il mio ed ho visto che addirittura non riuscivo a stamparlo. La stampante si rifiutava. Il suo invece, non fatto in Draw ma bensì in Writer si stampava bene, anche se a me veniva scentrato.

Questo mi ha incuriosito, ed ho ricreato il template in Writer, con un po’ di prove trovando i miei valori di centratura. Mi ha stupito il fatto che con Writer le cose sono molto più semplici, e addirittura basta impostare solo un parametro (al di là della qualità di stampa che è opzionale) perché vada tutto liscio.

Già che c’ero, ho creato anche il template per i mini cd, quelli da 8 centimetri di diametro. È stato facile*, visto che hanno la stessa centratura dei dischi più grandi, nella Photosmart. Non ho provato questo secondo template, ma sono assai sicuro che funzioni bene.

Per prima cosa, scaricate i template da qui e metteteli nella cartella Modelli nella vostra home. Se volete il solito tocco di classe, cambiateci l’icona in modo simile a quanto consigliato nel vecchio post, ma non è fondamentale.

Adesso fate click destro sulla Scrivania, o dove volete e scegliete Crea Documento > Copertina Cd. Date il nome che volete al file e apritelo. Ora che siete in Openoffice Writer potete cancellare il riquadro azzurro esplicativo e inserire il contenuto che volete, assicurandovi che tutto ciò che inserite sia sotto l’immagine bianca, ovvero sul fondo.

È ancora presente il bordo nero, che ho lasciato per chi lo volesse, ma anche come semplice riferimento per la disposizione degli elementi. Io personalmente comunque vi consiglio di eliminarlo. State attenti a non eliminare l’immagine bianca però!

Ora è giunto il momento decisivo, la stampa. Fate riferimento al mio precedente post, o in alternativa alla guida all’uso della stampante, per come inserire correttamente il cd stampabile sul vassoio apposito.

Iniziate il processo cliccando su File > Stampa… dopodiché scegliete la Photosmart come stampante e cliccate sul pulsante Proprietà. Ora dove c’è scritto Cassetto scegliete CD or DVD Tray. Lasciate pure come modello di carta A4, non fa differenza. Ora andate sulla tab Stampante e impostate la qualità di stampa a ottima, non è obbligatorio ma è molto meglio.

Chiudete il menù proprietà e avviate la stampa.

Tutto qui, sul serio.

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* Be’ a dire il vero ho fatto delle vere e proprie operazioni chirurgiche, come scompattare il file di OpenOffice e modificare gli oggetti grafici a mano, ma sono dettagli.





Dare a Cesare quel che è di Cesare

17 06 2008

Ho voluto aspettare a parlare della fine di questo anno scolastico per poter dare un giudizio complessivo totale. È stato un anno glorioso, il primo del triennio di informatica. L’atmosfera era diversa certo, le inutili materie del biennio non si facevano più sentire (a parte le odiose storia e ginnastica) e quindi ero più tranquillo e produttivo.

È stato impegnativo, non come in altre scuole dove ci si adagia sugli allori. In un istituto tecnico si lavora sodo per arrivare. Se ne sono accorti i moltissimi bocciati o rimandati a settembre della nostra scuola. Tuttavia, il nostro Itis è una scuola di grandi valori morali e di tradizioni… E la tradizione vuole che l’ultimo giorno sia di svago!

Naturalmente non potevamo eguagliare l’esperienza dello scorso ultimo giorno, ovvero quella del grande match con la professoressa d’inglese. Nelle tre ore di sabato 7 giugno (uno strappo alla regola rispetto alle solite sei) è successo di tutto e di più. Con lo zaino carico di cibo sono giunto a scuola. Qui ho trovato una parte dei miei compagni (quegli altri asociali hanno preferito rimanere a casa o andare altrove ).

Il divertimento non è mancato. La prima ora doveva essere di laboratorio di sistemi informatici e… in un certo senso… Abbiamo giocato a Frets on Fire con una chitarra di plastica realizzata per Guitar Hero!

Ecco Pesa, il proprietario della chitarra finta nonché nostro migliore performer, mentre si esibisce! Dietro di lui Kevor osserva curioso, mentre in basso a sinistra c’è Hate Key e a destra B22j!

Hate Key (il proprietario del laptop utilizzato) è abituato col basso, ma anche con la chitarretta non se la cava male. Non ho messo una foto del volto perché farebbe spaventare i lettori più giovani! Scherzo…

Alla seconda ora, in cui avremmo dovuto fare ginnastica… be’ effettivamente l’abbiamo fatta. Alcuni di noi si sono dilettati col calcetto, mentre altri col ping pong.

B22j Vs Hate Key… Andréééaaa* fa finta di arbitrare!

Alla terza ora siamo tornati in laboratorio (avremmo dovuto avere informatica) e abbiamo proseguito con la chitarra; nonché onorato il cibo che io e qualcun altro avevamo portato. Al suono della campanella c’è stato il solito urlo emozionato ma pacato e siamo usciti sentendo la libertà sulla pelle!

Oggi è stato giorno di pagelle, periodo nefasto per qualcuno… Per me no.

Come sempre vi indico la mia pagella:

Italiano 8
Storia 6
Matematica 9
Inglese 10
Probabilità e statistica 10
Elettronica 9
Informatica 9
Sistemi informatici 10
Educazione fisica 6
Media 8,55
Crediti maturati 8

Con mia gioia, meglio ancora del primo quadrimestre. Inoltre la media dell’8,5 mi ha permesso di prendere 8 crediti e mi farà avere una borsa di studio di 260 euro l’anno prossimo dal mio comune.

Insomma, posso dire che l’anno si è chiuso fantasticamente come desideravo.

Un pizzichino di sana vanità…

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* Non ha un soprannome ma lo chiamiamo con un accento molto particolare ed enfatico. Mi perdoni Vitto se l’avevo scambiato per lui…





Sul calo di prezzo dei “palpabili” prodotti Apple

10 06 2008

Tanto lo sapete già, ieri Apple ha presentato l’imminente uscita sul mercato della nuova versione dell’iPhone, ovvero quella 3G. Non starò qui a tediarvi con i particolari, perché li avrete già letti da altre parti e poi non sono così fondamentalmente interessanti.

Anzi, non ne avrei neanche parlato, se non fosse che ho notato un piccolo particolare (nemmeno molto piccolo in realtà).

Ora, non badate al fatto che dichiarino doppia velocità (ben venga, ma non era necessario). Concentratevi sulla parte destra. L’iPhone “base” (chiamiamolo così) verrà a costare 199$ negli stati uniti. D’accordo c’è da acquistare un pacchetto biennale con At&t; ma comunque non lo farà quasi nessuno.

Devo essere sincero, questa dimostrazione di buon senso (cioè l’avere attribuito il giusto prezzo al gadget in questione)* mi ha sorpreso. D’accordo, qui in Italia è matematico che non rispetteranno il tasso di cambio, come dice Vigliag, e quindi non lo vedremo a quei €126 che si calcolano. Ed è palese anche che non risponde ai miei personali criteri di telefono (la lista dei difetti con la nuova versione è diminuita, ma non azzerata); cosa che poco importa comunque perché nessuno lo compra se vuole usarlo solo come telefono.

Il punto è un altro. Mi chiedevo: ora che hanno ribassato gli iPhone, cosa succederà agli iPod Touch? Le strade sono due: o li ribassano, o non li compra più nessuno. Io personalmente sono curioso di vedere cosa succederà.

Ah, un ultima cosa. Complimenti a quei volponi che hanno comprato l’account di sviluppatori per AppStore! Ma credete che con l’Installer.app in giro farete grandi affari?

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* Per Apple è la prima volta: dare il giusto prezzo ad un suo prodotto.





Big Buck Bunny: il grande coniglio dal cuore d’oro

6 06 2008

Tempo addietro fu Elephants Dream. Un cortometraggio dalla trama assai confusa ed intricata, quasi contorta se me lo si concede. Ma dalla grafica invidiabile. Una realizzazione tecnica di alto livello, ed ecco qui la chiave. Dimostrare cosa si può fare con il software libero. Dall’idea nasce quindi il primo open movie, e non importa se non si riesce a capire a fondo, anzi forse il bello è che lascia quell’alone di mistero, che porta a cercare di entrare nei personaggi; e poco importa anche se una delle ultime parti dell’editing a detta stessa degli autori ha visto comparire un software chiuso. Una piccola delusione, quest’ultimo dettagliuccio, ma la scintilla è scattata.

Ora si replica. Sei mesi di magia, giorno più giorno meno, per dar vita ad un coniglio dall’espressione burbera ma dal grande cuore. Proporzionato alla mole, del resto.

Sorge quindi qui, con passi lunghi e grandi impronte sull’erba del bosco Big Buck Bunny, un coniglio gigante a cui toccherà insegnare un po’ d’educazione ad un trio di bestiole del sottobosco, i cattivi della situazione. E per questa star val bene glissare un pizzico sulla mia tradizione del non riportare fatti ampiamente trattati da altri illustri autori.

Sarò sincero, in un primo momento non ho badato al titolo e l’ho scambiato per un orso…

Ed oltre ad insegnare l’educazione agli animaletti, insegna indirettamente a noi, cosa sono stati in gradi realizzare i suoi autori. Personalità eccezionali senza dubbio, utilizzanti software altrettanto eccezionale. Software libero. Per citarne un paio Blender e Gimp. Sembra quasi vogliano storcere il naso al fatto di dover pagare una licenza per registrare l’audio in Dolby Digital.

Direi che è arrivato il momento di gustarlo questo piccolo capolavoro. Per gli impazienti Vimeo è più che sufficiente:

Mentre per tutti gli altri sono disponibili le versioni alle diverse risoluzioni, tutte abbastanza grandi per un’ottima esperienza. Forse 10 minuti possono sembrare brevi, ma in realtà la storia è ottima. 600 secondi che scorrono in un attimo pur rimanendo in mente per la meraviglia anche a distanza di qualche giorno.





La crème del vettoriale su Linux

27 05 2008

Se devo essere sincero il vettoriale non è un campo in cui mi destreggio bene quanto la grafica raster. Sapete com’è, a specializzarsi su una cosa si trascurano un pochino le altre, e poi per imparare bene tutto ci vuole tempo. In realtà, qualcosina lo riesco a fare, dai, per esempio la base del pulsante per un post a caso presente sul blog.

Piccola parentesi a parte, nella mia ultima vacanza trascorsa insieme al gruppo di karate mi è capitato di ascoltare con interesse le lamentele su Windows Vista di un compagno di palestra. Naturalmente sono in breve tempo riuscito a convincerlo a passare ad Ubuntu, anzi sono stato io quasi a fermarlo facendogli prima leggere una copia di UbuntuSemplice, che sta assaporando in questo periodo. Appena finita la lettura mi darà il suo laptop che provvederò a convertire.

Questo aneddoto c’entra anche se non sembra, in quanto questa persona desidera dilettarsi di grafica, per cui mi ha anche pregato di dotarlo di software adatto in tal senso. Sapendo già in linea di massima cosa scegliere, ho però voluto approfondire la compatibilità con dei formati proprietari diffusi di tipo vettoriale. Ho fatto delle scoperte interessanti.

Per fare ciò, ho adoperato dei file campione presi da questo sito. Sono presenti anche formati di software DTP, ma questo è un argomento a parte. Mi sono chiesto in che misura egli potesse migrare i documenti senza dovere stare a convertirli uno per uno prima di togliere i software nativi.

Ora quindi analizzerò i migliori software vettoriali su Linux, e darò anche un giudizio. Ovviamente la qualità è un fattore soggettivo, quindi prendetela come un’opinione, non un dogma.

Inkscape

È il software che uso di solito e che padroneggio meglio tra quelli citati qui. Veramente versatile, con strumenti interessanti e facili come gradienti e sfocature, nonché maschere di livello, è l’ideale per la grafica web, 2.0 e non. Ha strumenti facilitati per i poligoni regolari e i parallelepipedi in 3d.

Le cose che non mi entusiasmano troppo sono la barra laterale troppo alta che non permette di regolare la finestra a piacimento per la mia risoluzione (risolvo usando l’emulazione dello schermo intero di Compiz) e la gestione dei livelli che secondo me spiazza un po’ chi proviene dalla grafica raster. Per quanto riguarda la gestione dei formati proprietari diffusi può leggere il formato Adobe Illustrator dalla versione 9.0 in su e salvare in formato Illustrator versione 8.0. Non chiedetemi il perché di questa contraddizione in quanto non ne ho idea.

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Xara Xtreme

Questo software nella sua versione per Windows è proprietario e pure a pagamento, il che fa anche sorridere. Dicono che abbia qualcosa in più, ma a me sembra che sia già ottimo così. L’interfaccia è un pizzico meno amichevole di Inkscape, ma comunque le cose importanti si trovano in poco tempo. Il programma utilizza un’organizzazione interna del suo formato di file veramente efficiente, ed ha degli effetti di sfumatura e trasparenza interessanti.

Le ombre e i rilievi sono molto semplici da usare, facilitando di gran lunga la creazione di effetti web “un po’ meno 2.0″ ma sempre interessanti. Notevole anche lo strumento che crea transizioni tra forme diverse. Questo software è l’ideale per la parte pittorica, in particolare il ripasso di schizzi fatti a mano, va che è un piacere. Il programma legge e scrive tutte le versioni del formato proprietario di Adobe Illustrator.

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Sk1

Vedendolo a prima vista si sarebbe portati a dire che è di un’inutilità estrema. Ed attualmente, in effetti, è in fase di sviluppo ancora embrionale. Tuttavia, se ho deciso di metterlo qui un motivo ci deve essere. Un motivo che magari a molti non interesserà, ma ad altri farà molto comodo. Lo spunto me l’ha dato un utente sul forum di Gimpitalia, e dopo una ricerca ho trovato questo software. Ed ecco la sorpresa, si tratta dell’unico programma per Linux che può leggere (e persino salvare) nel formato CorelDraw. Utile se si lavora con altre persone che usano questo pacchetto.

Abbinato al programma in questione è in sviluppo un convertitore di file di immagini, che è alla base dei processi di importazione ed esportazione di Sk1. Se le premesse sono queste (e sono veramente ottime) credo che presto saranno aggiunti altri formati finora ostici, e ne sentiremo presto parlare.

Sito web

E adesso voglio proprio vedere chi ha il coraggio di dire che non esistono software vettoriali liberi di qualità!





Filoginia, libro II

11 05 2008

Che peccato, volevo iniziare il post scrivendo che “la storia si ripete”; pur essendo una frase fatta. Peccato però che ripensandoci bene avevo già utilizzato questa dicitura in precedenza. E quindi mi butto qui allo sbaraglio senza un introduzione appropriata. Non so se partire in quarta così sia la scelta più adatta, ma di sicuro è quella che in questo momento mi si addice di più.

Un mese e mezzo fa ormai (il tempo a volte vola pur essendo generalmente lentissimo) ho fatto credo per la prima volta un errore di una platealità ingiustificabile. Ho scritto delle cose false. E pazienza se l’avessi fatto mentendo a voi, con consapevolezza, sarei stato un pessimo scrittore. Purtroppo ho mentito a me stesso, perché ne ero convinto anch’io in un primo momento. Questo non fa di me un pessimo scrittore, fa di me un pessimo ipocrita. Falso con me stesso. Non credo di essermi mai fatto nulla di più grave.

Vi starete chiedendo a cosa mi riferisco credo, anche se non è difficile immaginarlo. D’altronde è l’unico post in cui ho tentato alla peggio di giustificare una mancanza di coerenza nella tesi che stavo sostenendo. Tesi, appunto, che mi è crollata addosso nel giro di poco, perché non poteva reggere.

E ve la liquido qui la spiegazione, in due parole soltanto, in quanto non è il caso di spendere paragrafi interi, pagine, o magari sonetti o arringhe per quel che devo dire. La “grande amicizia” che sembrava un’opzione realizzabile nel post succitato si è tradotta nel fatto che più o meno da quel momento è stato interrotto ogni più flebile contatto che prima sussisteva. E se è pur vero che la vedo con una certa regolarità per una ragione che non è il caso di spiegarvi, pare che uno di noi due sia un fantasma nei confronti dell’altro.

Quindi per la mia ultima assenza ve la risparmio la scusa seppur giustificata che sono stato 4 giorni in Svizzera con il gruppo di karate. Gli unici giorni in cui sono stato bene, dato che era a 400 km di distanza e lì ci divertivamo. Se non ci fossi andato sarebbe stato come tutti gli altri giorni. Un orrore.

Quindi ho covato per giorni tre pensieri essenziali, che sono alla base di tutta questa attesa, dell’incertezza, e della paura. Il primo, e lo ripeto fino alla nausea, è che è impossibile dimenticare. Ecco che alla fine una frase fatta ve l’ho sbolognata. Ma è proprio così, perché in tutti questi anni in cui ho riflettuto su questi temi mai come oggi mi sono stati chiari certi punti. Vi cito solo pochi versi di una canzone di Antonello Venditti, “Ogni volta”:

E mille nuovi amori cercherò
per non amarti più
ma mai nessuna al mondo sarai tu

È la “strategia” che odio. Volgarmente si dice “chiodo scaccia chiodo” ma a me non piace per nulla, perché è fondalmentalmente ipocrita e di ripiego, caratteristiche delle azioni che non gradisco. Ecco, il verbo giusto è questo: io temo che incorrerò in questa situazione. Temo che cercherò qualcun altro non per vero amore ma come mezzo di fuga. E non va bene. Se succederà allora capirò che sarà giunto il momento in cui avrò perso la coerenza.

Il secondo punto è che, inutile negarlo, questo blog ha perso la sua ragion d’essere. O meglio ha perso quella più importante. Almeno per il momento rischio di dover ricorrere solo a quelle minori. Confido nel fatto che questo stato possa essere il più breve possibile.

E terzo punto, l’ultimo, che si ricollega al secondo, devo chiudere. Non voglio, sono costretto. Costretto a chiudere un libro. Ho chiuso il libro in cui l’amore lo esprimevo nella sua piena energia. Perché a forza di prendere le bastonate sto amando sempre meno. La mia capacità generica di esprimere questo sentimento sta calando. Questo il re di tutti i problemi.

Con la poca forza rimasta, devo prendere la penna*, e prepararmi a scrivere un nuovo grande libro. Non ho la minima idea se ne sarò all’altezza, né quanto impiegherò solo per l’incipit del proemio. Lo dovrò fare con calma, e con la cura di non sporcare le pagine col sangue delle ferite laceranti.

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* Certo, è una metafora.





Annullare tutte le modifiche effettuate al menù di Gnome

10 05 2008

Prima che vi scomponiate in qualche reazione più o meno giustificata del tipo “Ecco, adesso pure Lazza comincia a fare post da quattro soldi per i niubbi, e il suo blog diventa spazzatura dozzinale”; lasciatemi spiegare.

O perlomeno spiegare in parte, dato che la mia clamorosa latitanza degli ultimi tempi richiede un post di spiegazione tutto per sè. Il punto qui è che è vero che questo qui è un post relativamente breve, ma vi assicuro che non è così banale come sembra.

Ultimamente ho avuto la necessità di ripristinare tutte le modifiche (poche per la verità) che avevo fatto con Alacarte al menù di Gnome. Pensavo che premere l’enorme pulsante “Ripristina” sarebbe stato sufficiente. Invece no. Ho perso mezz’ora o giù di lì a capire cosa accidenti non andasse…

Alla fine è saltato fuori che è un bug! Quindi se avete cancellato delle voci manualmente e pensate di ripristinarle per via grafica… Tanti auguri.

Perciò, aprite un terminale e digitate:
rm -rf .local/share/applications/*E ora un piccolo pensierino: ma è difficile per gli sviluppatori inserire una cosa del genere all’interno di quel bottone? Mistero.





WinFF non converte più in 3gp: soluzione al problema

8 05 2008

Una delle mie guide più apprezzate (e credo di poter dire meglio riuscite) di sempre è quella sulla conversione dei video in 3gp senza problemi, che poi si traduceva in una vera e propria semplice guida all’installazione di tutti i codec/audio e video utili ad una macchina con Ubuntu.

Ebbene, da un poco di tempo a questa parte mi era capitato che con gli aggiornamenti di WinFF e di FFmpeg il primo funzionasse sempre bene, tranne per la conversione in 3gp per la quale falliva inesorabilmente. Dato che io, e ve l’avrò anche già detto alcune volte, sono spaventosamente e categoricamente pigro, mi sono adattato ad arrangiarmi con la versione per Windows del programma sotto Wine. In effetti non era il massimo.

Oggi incuriosito ho voluto provare ancora una volta a risolvere il problema, stavolta in modo serio però. Alla fine sono riuscito a rendermi conto che il problema non è di FFmpeg dai repository di Medibuntu, bensì di WinFF che richiama il programma con un parametro errato. Infatti nel nuovo FFmpeg il codec audio amr non si chiama più libamr_nb bensì amr_nb. Quindi, basta correggere il file dei presets digitando nel terminale il seguente comando:
sudo sed -i "s/libamr_nb/amr_nb/" /usr/share/winff/presets.xmlA questo punto non resta che rimuovere i presets dalle cartelle dei singoli utenti, in modo che si rigenerino a partire dal file corretto:
sudo rm /home/*/.winff/presets.xmlOvviamente se si erano aggiunti dei presets personalizzati questi vengono cancellati, ma non mi sembra così grave.

Una piccola cosa, se non l’aveste notato, ora WinFF ha un sito tutto suo. Secondo me hanno fatto benissimo.

Per l’utilizzo del comando sed devo ringraziare Monossido.





Resoconto della giornata su Linux… e del mio talk

6 05 2008

Eh lo so… Chissà quanti di voi sono in fermente attesa. Ebbene sì, ieri mi è stato spedito il dvd con la registrazione del mio talk su Gimp che ho fatto il 29 marzo, e dopo aver rippato il video con OGMRip l’ho caricato su Google Video anche se pesava oltre 400mb, grazie al loro desktop uploader (è una piccola applet java poco carina ma funzionale).

Sono molto soddisfatto. La giornata è passata molto tranquillamente, nonostante l’emozione del dover parlare (qualche papera l’ho pure fatta, ma voglio vedere se ve ne accorgete voi…) ed ho avuto il piacere tra le altre cose di conoscere Paolo Didoné. Se non lo sapete, è un big del software libero (cercate online per capire cosa intendo ) e addirittura ho fatto il talk utilizzando il suo laptop!

Poi ho anche avuto l’opportunità di conoscere di persona il mio lettore (e a sua volta autore dato che lo leggo io…) Monossido. Era la prima volta che succedeva ed è stato interessante.

Ah certo, ovviamente il talk è andato bene, ed è durato più del previsto: ben un’ora. Questo è il video, non vi tengo più sulle spine:

Ammirate gente… e siate clementi!

Ho visto poi che è stato pubblicato anche un piccolo video slideshow di alcune fotografie dell’evento. Io sono solo nell’ultima mi sembra, mentre aiuto una ragazza ad installare Ubuntu.

E per finire, vi dico solo che mi hanno regalato tre bellissimi pinguini: due in plexiglass ed uno in metallo.

E non dimentichiamoci la fascetta…